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Le News Tamburelli-Quintavalle

Progetto Poseidone: una follia

Era un po’ di tempo che gli stavamo appresso, ma ora finalmente il quadro è chiaro, qualcuno si è mosso, ma nel verso sbagliato.
Da questa Estate sono iniziati ad arrivare a casa di quei contribuenti che hanno dichiarato redditi professionali dal 2004 al 2008 senza essere iscritti né a una cassa professionale, né all’INPS, lettere con mittente INPS, che, a seguito di controlli incrociati con i modelli 770, richiedevano il pagamento dei contributi alla gestione separata INPS di cui alla legge 335/95.
L’operazione, messa in moto da verifiche dell’Agenzia delle Entrate, ha sparato a raffica su tutti senza verificare caso per caso.
Tra i primi malaugurati destinatari, i medici in pensione che hanno continuato l’attività professionale.
Inutili le telefonate alle varie sedi INPS per avere una spiegazione, la risposta asettica era: se non hanno pagato la cassa, devono pagare l’INPS……
Ma….ci domandavamo noi, se la propria cassa ha dato facoltà agli iscritti pensionati di non pagare più il contributo, perche’ la prepotenza dell’INPS non ascolta ragioni?
Eravamo tutti pronti e sicuri di avere ragione ma……..l’ENPAM ha detto la sua e, cosa inaudita,   è tornata sui suoi passi e sul loro sito in una news del 19/10/2009 si legge la conferma dell’assurdità dei fatti:
“Il Consiglio di Amministrazione dell’ENPAM, con delibera n. 53 del 25 settembre u.s., visto il quadro giuridico di riferimento ed al fine di evitare possibili contenziosi con la Gestione Separata INPS, ha proceduto all’abolizione dell’esonero contributivo per i pensionati del Fondo che proseguono nell’esercizio dell’attività.�
Con delibera 46 del 24 luglio u.s., (pubblicata sul loro sito in data 04/08/2009)  infatti aveva benevolmente annunciato:  se non volete pagare l’INPS, visto che con quei contributi non ci fate nulla, pagate l’ENPAM per gli anni dal 2004 – 2008; ci abbiamo ripensato, non potete più avvalervi della facoltà di  esonero dal contributo, da oggi è obbligatorio….anzi, se lo preferite all’INPS, pagate a noi anche i soldi degli anni passati.
Ma siamo matti? Ma come si fa a tornare indietro? Avevano scherzato quelli della Fondazione ENPAM quando avevano concessa la possibilità dell’esonero per i pensionati che volessero continuare la loro attività? I medici, no, non scherzano e non ci tengono per nulla a cambiare idea. Se lo avessero saputo prima, forse non avrebbero proseguito nella loro professione, forse avrebbero deciso di pagare subito e non dopo cinque anni un’ingente somma che, proprio in questo momento, graverebbe assai in un’economia sconquassata come quella di oggi che coinvolge tutti.
Però sono stati generosi: si può scegliere di pagare il 2% o il 12.50% del reddito netto prodotto con la sola aggiunta della “mera rivalutazione monetaria� e qualora l’importo dovesse superare i 1000,00 euro, si potrà optare per una pagamento in 12 rate bimestrali o in 2 rate semestrali.
Conclude l’annuncio in modo magnanimo:
“ Con i suddetti provvedimenti la Fondazione ha inteso offrire l’opportunità di corrispondere i contributi previdenziali a favore della gestione presso la quale si è già titolari di un trattamento pensionistico obbligatorio�.
La cosa sembra veramente assurda, mi auguro che qualcuno se ne faccia carico e provveda ad approfondire la legittimità delle richieste.
Non bisogna dimenticare inoltre che il Regolamento della Gestione Separata conteneva una norma transitoria  in base alla quale era   data la facoltà  a coloro che compivano i 65 anni di età nel quinquennio dal luglio 1996 al 30  giugno 2001, di cancellarsi dalla gestione stessa, acquisendo quindi l’esenzione perpetua.
C’e quindi da verificare se l’INPS ha  verificato se il pensionato si sia avvalso o meno di tale facoltà.

Rossella Quintavalle
Consulente del Lavoro in Roma
 
 
 
 
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